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sabato 7 gennaio 2012

Sognami

-Buona notte amore mio, prometti che mi sognerai?
-Lo prometto.
Ho mentito, ancora. Ma non a lui: a me stessa.
-Prometto di fare l' impossibile per sognarti, ma so già che questo non accadrà perchè la mia mente è malata.
Parole pensate e mai dette.
Questo non è un sogno, accade quasi ogni giorno prima di addormentarmi. Ci tenevo tanto a scriverlo.

venerdì 6 gennaio 2012

Diario di bordo

Ora, mi sento in dovere di spiegare il senso di questo blog.
Faccio sempre sogni strani e contorti fin da quando ero bambina e la memoria non mi concede di ricordare un giorno in cui abbia sognato qualcosa di "piacevole".
Non sempre veri e propri incubi. Di solito mi ritrovo in situazioni insolite e mi vedo costretta a dover affrontare le mie paure più nascoste, qualche volta si tratta solo di immagini che scorrono senza un nesso logico.
Poi, un giorno,

giovedì 5 gennaio 2012

Dietro le mie spalle

Scendo pimpante di casa con le buste della spazzatura. Vedo mia madre sul balcone rivolgermi un affettuoso sorriso. Mi dirigo verso i bidoni, guardando il cielo: il sole stava tramontando e il buio non tardò ad arrivare. Getto quelle pesanti buste nere in un bidonaccio grigio maleodorante. Vedo un uomo sulla cinquantina, brizzolato, dietro di me. Lui mi fissa ed accenna un sorriso malizioso. Dai suoi occhi scuri trapelavano i suoi pensieri perversi, di sesso e violenza.
Mi impietrisco.
Mi riprendo. Mi volto di scatto. Inizio a camminare macchinamente verso casa mia, spaventata a morte. Vedo la scena da un' altra inquadratura: vedo che ha cominciato a camminare anche lui, vedo che mi segue, che mi sta raggiungendo. Inizio a correre più veloce che posso e sento dai suoi passi pesanti che anche lui fa lo stesso.
Arrivo sotto il balcone di casa e inizio a gridare, ordinando a mia madre di aprire il portone perchè c'è un maniaco che mi segue. Ma senza che io me ne accorgessi lui non c' era più.
Mia madre esce dal balcone e mi dice di calmarmi, poi torna dentro per aprirmi la porta. Corro verso l' entrata principale e richiudo velocemente la porta alle mie spalle. Non lo vidi mai più.

I primi ricordi

Fiamme, fumo denso, grida isteriche.
Tutto così fervido.
Ero nel ripostiglio in fondo al corridoio e osservavo le fiamme propagarsi per la stanza ad una rapidità allucinante. Confusa, riesco a correre verso il salotto, nascondendomi sotto un tavolo tondo che magicamente ha preso fuoco. Comincio ad urlare "va tutto a fuoco, va tutto a fuoco!" Vedo mia madre con il solito grembiule verde irrompere nella stanza e prendermi di peso sulla sua spalla . Vedo mia nonna con il vestito blu e i fiorellini rosa, sempre lo stesso. Ha un' aria indifferente, quasi che fosse normale per lei che la casa andasse a fuoco.
Qui terminano i ricordi dei primi sogni di bambina.
Una cosa che mi è rimasta particolarmente impressa è che questo incubo era molto frequente nelle mie dolci notti, a quei tempi.