Scendo pimpante di casa con le buste della spazzatura. Vedo mia madre sul balcone rivolgermi un affettuoso sorriso. Mi dirigo verso i bidoni, guardando il cielo: il sole stava tramontando e il buio non tardò ad arrivare. Getto quelle pesanti buste nere in un bidonaccio grigio maleodorante. Vedo un uomo sulla cinquantina, brizzolato, dietro di me. Lui mi fissa ed accenna un sorriso malizioso. Dai suoi occhi scuri trapelavano i suoi pensieri perversi, di sesso e violenza.
Mi impietrisco.
Mi riprendo. Mi volto di scatto. Inizio a camminare macchinamente verso casa mia, spaventata a morte. Vedo la scena da un' altra inquadratura: vedo che ha cominciato a camminare anche lui, vedo che mi segue, che mi sta raggiungendo. Inizio a correre più veloce che posso e sento dai suoi passi pesanti che anche lui fa lo stesso.
Arrivo sotto il balcone di casa e inizio a gridare, ordinando a mia madre di aprire il portone perchè c'è un maniaco che mi segue. Ma senza che io me ne accorgessi lui non c' era più.
Mia madre esce dal balcone e mi dice di calmarmi, poi torna dentro per aprirmi la porta. Corro verso l' entrata principale e richiudo velocemente la porta alle mie spalle. Non lo vidi mai più.